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lunedì 17 gennaio 2011

Beatificazione Giovanni Paolo II


Papa Wojtyla sarà beatificato il primo maggio 2011





Giovanni Paolo II sarà proclamato beato il prossimo 1° maggio, II Domenica di Pasqua della Divina Misericordia. Ne ha dato notizia padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana. Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il Decreto sul miracolo attribuito all’intercessione di papa Giovanni Paolo II. Lo rende noto una nota della Sala stampa vaticana, precisando che «questo atto conclude l’iter che precede il Rito della beatificazione».

giovedì 26 novembre 2009

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI


" Ringrazio Iddio per la presenza e l'aiuto del cardinale Ratzinger. E' un amico provato"

Giovanni Paolo II

Hanno tanti punti in comune. Sono quasi coetanei, sono nati ambedue in Europa Centrale, su fronti opposti sono scampati alla seconda guerra mondiale, hanno partecipato insieme al Concilio Vaticano II. Hanno, poi, collaborato a Roma per quasi un quarto di secolo. Gli eventi esteriori, tuttavia, non ci dicono l'essenziale: al di là della lunga collaborazione, tra il Papa polacco e il Prefetto della Dottrina della Fede si erano sviluppate stima, cordialità e amicizia come raramente capita di incontrare nella storia. Il rapporto tra i due continua ancora; "Mi sembra di sentire la sua mano forte che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: Non avere paura!". Così iniziava il suo Pontificato Benedetto XVI, ponendosi sulla scia del suo predecessore e questo diceva di lui il 2 aprile 2008: "In verità, possiamo leggere tutta la vita del mio amato Predecessore, in particolare il suo ministero petrino, nel segno del Cristo Risorto. Egli nutriva una fede straordinaria in Lui, e con Lui intratteneva una conversazione intima, singolare e ininterrotta. Tra le tante qualità umane e soprannaturali, aveva infatti anche quella di un'eccezionale sensibilità spirituale e mistica. Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo. Le celebrazioni liturgiche lo vedevano attento al mistero-in-atto, con una spiccata capacità di cogliere l'eloquenza della Parola di Dio nel divenire della storia, al livello profondo del disegno di Dio. La Santa Messa, come spesso ha ripetuto, era per lui il centro di ogni giornata e dell'intera esistenza. La realtà "viva e santa" dell'Eucaristia gli dava l'energia spirituale per guidare il Popolo di Dio nel cammino della storia".

martedì 10 novembre 2009

La Divina Misericordia

" Dal costato trafitto di Cristo "come una fontana inesausta di luce e di verità ", di amore e di perdono....un'onda di misericordia si riversa sull'intera umanità. La Divina Misericordia, ecco il dono pasquale che la Chiesa riceve dal Cristo risorto e che offre all'umanità, all'alba del Terzo Millennio. Questo prodigio di misericordia ha radicalmente mutato le sorti dell'umanità".
Giovanni Paolo II

giovedì 5 novembre 2009

Testimone con le parole e con i gesti


Giovanni Paolo II ha sfidato una società dove si registrava una soggettivazione della fede, dove sempre più persone si costruivano una religione a proprio uso e consumo, dietro alla quale vi erano molte responsabilità da parte dei cristiani e della Chiesa gerarchica, ed egli di fronte a tutto ciò ha manifestato il massimo del suo carisma di testimone. I cristiani mostravano scarsità della loro testimonianza e incapacità a vivere la sconvolgente novità del vangelo e una fede insignificante, mentre la Chiesa gerarchica aveva mantenuto a lungo il messaggio cristiano sotto il peso di troppe strutture, troppa autorità, troppi divieti , e di una pastorale troppo difensiva, troppo circoscritta all'impegno sociale-caritativo. Egli parlò all'uomo di Dio, e di come Dio non possa essere il nemico di chi Lui stesso ha creato. Parlò della vita che, senza nessun riferimento spirituale, condurrebbe al vuoto. Parlò della speranza, che può dare un senso non solamente all'esistenza futura, nell'aldilà, ma anche alla voglia di costruire già qui, in questa vita, qualcosa di nuovo. I suoi viaggi, per questa testimonianza, costituirono uno strumento concreto, incisivo, perchè all'annuncio del Vangelo con la parola si aggiungeva la presenza in un determinato luogo. La sua testimonianza trovava mille strade con le parole, ma anche con il linguaggio dei gesti, per arrivare al cuore, per far sentire la vicinanza di Dio agli sfortunati, ai poveri, ai sofferenti. Come quella volta nell'isoletta sotto la Corea del Sud, quando volle baciare quel lebbroso che guardandolo fisso lo aveva "costretto" a voltarsi, a tornare da lui. O ancora , in Brasile, quando raccontò a una bambina cieca come fosse "fatto" il Papa, come fosse vestito, dove andasse; e lei, intanto, come a trovare conferma del racconto, lo sfiorava con le sue manine.

Infine , gli ultimi mesi di vita di Karol Wojtyla, sono quelli che sicuramente hanno rappresentato il culmine di questa testimonianza. Nonostante la malattia lo devastasse ogni giorno di più, egli non ha mai nascosto la sua infermità, perchè altrimenti avrebbe finito per nascondere il suo ruolo di pastore,si sarebbe separato dalla gente. Decise di fronte a Dio di continuare la sua missione fino a che le sue forze glielo avrebbero permesso,continuando ad assolvere i suoi impegni senza far mai pesare le sue sofferenze. Giovanni Paolo II senza mai risparmiarsi, a una società che ha paura del dolore e occulta la morte, mostrò da uomo prima che da Papa, come si possono vivere con serenità e coraggio le prove più dolorose.

La vita di Karol Wojtyla è stata segnata dall'esperienza di Dio e dalla scelta per l'uomo. Questa duplice testimonianza viene da lui anticipata nella più profonda, ma meno conosciuta lettera enciclica Dives in misericordia.

Un documento questo che completa la prima enciclica, la Redemptor hominis. Infatti, dopo aver parlato della verità sull'uomo, come viene rivelata da Cristo, Giovanni Paolo II indicava nella misericordia divina,più ancora che nella giustizia, il fondamento della dignità dell'uomo, minacciata da tanti pericoli. Era un richiamo all'umanità, a ritrovare le vie della pace e della riconciliazione. Ed era un invito alla Chiesa, non solo a professare la misericordia di Dio, ma anche, se vuole seguire realmente Cristo, a tornare ad essere più misericordiosa, più pronta al perdono. Karol Wojtyla è tornato dal Padre, per restituirgli la vita che gli aveva donato, quel sabato 2 aprile del 2005. Era la vigilia della festività della Divina Misericordia; sarà stato questo un segno profetico?

venerdì 30 ottobre 2009

Un Papa moderno


Giovanni Paolo II non si è mai tirato indietro davanti a nulla: ha cantato, live e su cd, è andato allo stadio per assistere a una partita di calcio, si è concesso un giro in Ferrari, ha usato il telefonino e il computer, ha ricevuto in Vaticano personaggi come Brigitte Bardot, Vittorio Gassman e la principessa Diana d' Inghilterra, non ha rinunciato alle amate gite in montagna. Su alcuni grandi temi come l'aborto, l'eutanasia, il celibato dei preti,gli anticoncezionali, il Papa è rimasto conservatore. Dimostrandosi, invece, sempre curioso verso tutte le novità dei tempi moderni, è stato capace di dialogare con i giovani sui loro interessi per la vita e per il mondo. Perchè a lui non bastava stare tra la gente, ma voleva essere come la gente, per comprenderla e per farsi capire meglio, per poter facilmente trasmettere il suo messaggio religioso. Un Papa che non ha mai dimenticato di essere uomo, un uomo che non ha mai dimenticato di essere Papa.

martedì 27 ottobre 2009

Un Papa senza frontiere


Giovanni Paolo II ha fatto oltre 100 viaggi all'estero. Nessun Papa aveva mai viaggiato tanto. Ogni volta che arrivava in un aeroporto baciava la terra. Questo gesto d'amore, nei confronti dei Paesi che lo ospitavano, il Papa lo ha ripetuto fino a quando le sue condizioni di salute glielo hanno permesso. A lui interessava la gente che gli si stringeva intorno ogni volta che volava lontano dalla città del Vaticano, chiunque essa fosse, anche le persone più criticate, perchè erano un mezzo per raggiungere lo scopo della sua attività pastorale " lontano da casa ". Karol Wojtyla nonostante i tanti problemi di salute, ha voluto continuare a viaggiare per affrontare i grandi temi come la pace, la fame nel mondo, il dramma dei paesi poveri. Gli incontri con gente di diversi paesi hanno consentito al Papa di scherzare spesso. In ogni visita pastorale nel mondo era circondato da una marea di gente che partecipava alle sue celebrazioni e ascoltava i suoi discorsi. Il viaggio a Nuova Delhi è stato uno dei più controversi perchè qui vi sono pochi cattolici. Il Pontefice nei suoi spostamenti ha usato ogni mezzo di locomozione possibile. La "papamobile " ha seguito Wojtyla in tutto il mondo, ma nonostante l'attentato del 1981, il Papa ha continuato a usare anche la macchina scoperta. Il Papa ha viaggiato molto nell'America Latina, la zona del mondo dove ci sono più cattolici.

sabato 24 ottobre 2009

La straordinaria figura di Giovanni Paolo II


Da secoli non veniva nominato Papa uno straniero: all'inizio fu questo che stupì, il suo venire da lontano. Dopo i primi giorni di pontificato, si incominciò a conoscere la storia di quest'uomo, il suo passato di sportivo, di attore, di filosofo, fu allora che si capì che Giovanni Paolo II avrebbe avuto un posto particolare nella storia. Era stato eletto Papa un "vero uomo", un uomo capace di ascoltare e di parlare, con una grande capacità di comunicare. Un vero uomo, anche nelle cerimonie più solenni. Nella Basilica di San Pietro, mentre tutto era calcolato dal cerimoniere, Giovanni Paolo II, anche se avrebbe potuto essere tentato dalla stanchezza o dalla routine, non interpretava mai un copione. Le sue labbra si muovevano nascostamente in preghiera. Ecco perchè è entrato nella storia. Solo la preghiera può permettere ad un uomo di essere Papa e di esserlo con slancio e passione, perchè la preghiera del cristiano è innanzitutto memoria di Colui a cui apparteniamo. "Pietro, mi ami tu più di costoro?" "Signore, tu lo sai che io ti amo".

mercoledì 21 ottobre 2009

L'ecumenismo di Giovanni Paolo II


L'ecumenismo di Giovanni Paolo II non ha mai conosciuto soste, passando da una moschea ad una sinagoga, pronunciando anche diversi "Mea Culpa" della Chiesa Cattolica.

Il 12 marzo 2000 in una solenne cerimonia ha intonato i "mea culpa" della Chiesa: per le guerre di religione, gli scismi, le persecuzioni contro gli ebrei, il sostegno al colonialismo,la discriminazione etnica, il silenzio davanti alle ingiustizie sociali, così concludendo: "Mai più contraddizioni alla carità nel servizio della verità, mai più gesti contro la comunione della Chiesa, mai più offese verso qualsiasi popolo, mai più ricorsi alla logica della violenza, mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi". Il Papa ha incontrato in prima persona gli esponenti delle altre confessioni, per portare nel tempo l'unione delle chiese cristiane e alla luce di questo ha gridato: "Perdoniamo e chiediamo perdono". Non si è mai fermato, proseguendo con un costante lavoro, nella strada dell'ecumenismo più ampio: nel gennaio del 2002, nella grande giornata per la pace ad Assisi, accanto a Wojtyla vi erano gli esponenti dell'islamismo, del confucianesimo, dell'induismo, e di altre religioni.

Il dialogo con il mondo ebraico


Lo sviluppo che Giovanni Paolo II ha dato al dialogo con il mondo ebraico si spiega con l'esperienza da lui fatta negli anni giovanili, con tanti compagni ebrei, i quali lo hanno aiutato a conoscere a fondo quella religione, nella quotidianità, nei giochi, negli studi; e poi perchè egli ha vissuto in qualche modo , essendo Cracovia vicino ad Auschwitz, lo sterminio di quel popolo, ed ha portato, per sempre, questo tremendo ricordo nel suo cuore.

martedì 20 ottobre 2009

Testimone con la vita


A Karol Wojtyla piaceva tanto un canto giovanile polacco: "Se vuoi seguirmi, prendi la tua croce di tutti i giorni e vieni con me a salvare il mondo in questo secolo".

Tutta la vita di Giovanni Paolo II si legge in questa frase.

Un grande uomo e un grande Papa che nutriva un profondo amore per Cristo e una missionaria dedizione per l'umanità. Un autentico testimone del Vangelo che attirava, credenti e non credenti, cattolici e non, con il suo particolare carisma.

Con la nostra preghiera, vogliamo affidare a Dio Padre la sua santità, perchè possa essere presto riconosciuta ufficialmente.

giovedì 10 settembre 2009

Santa Faustina Kowalska


Ogni santo offre un modello di ricerca della perfezione cristiana con un determinato profilo spirituale e apostolico. Santa Faustina è un modello particolare, perchè plasmato dallo stesso Cristo, che in lei ci ha donato un esempio di cristiana perfezione, radicato nel Vangelo, leggibile e accessibile a tutti. Questo modello può essere racchiuso in una breve formula: "Confida in Dio e ama il tuo prossimo". Gesù le ha concesso grandi doni che non erano soltanto per lei, poichè le ha affidato una grande missione: portare il messaggio della Divina Misericordia al mondo intero.


"Attraverso l'opera della religiosa polacca, il messaggio della Divina Misericordia si è legato per sempre al xx secolo, ultimo del secondo millennio e ponte verso il terzo millennio. Non è un messaggio nuovo, ma si può ritenere un dono di speciale illuminazione, che ci aiuta a rivivere più intensamente il Vangelo della Pasqua, per offrirlo come un raggio di luce agli uomini e alle donne del nostro tempo".


Giovanni Paolo II

Alla Madonna del Divino Amore


Eleviamo insieme come figli devoti questa preghiera alla nostra dolcissima Madre; preghiera che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha recitato davanti al Santuario Mariano del Divino Amore (Roma):

Salve, o Madre, Regina del mondo. / Tu sei la Madre del bell’Amore, / Tu sei la Madre di Gesù fonte di ogni grazia, / il profumo di ogni virtù, / lo specchio di ogni purezza. / Tu sei gioia nel pianto, / vittoria nella battaglia, speranza nella morte. / Quale dolce sapore il tuo nome nella nostra bocca, / quale soave armonia nelle nostre orecchie, / quale ebbrezza nel nostro cuore! / Tu sei la felicità dei sofferenti, / la corona dei martiri, / la bellezza delle vergini. / Ti supplichiamo, guidaci dopo questo esilio / al possesso del tuo Figlio, Gesù. / Amen.

martedì 8 settembre 2009

Messaggio del Papa sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù


S.S.Giovanni PaoloII, in occasione del centenario della Consacrazione del genere umano al Cuore di Gesù, l'11 giugno 1999 ricorda "ho spesso esortato i fedeli a perseverare nella pratica di questo culto, che contiene un messaggio che è ai nostri giorni di straordinaria attualità. "

La consacrazione del genere umano al Cuore di Gesù del 1899 costituisce un passo di straordinario rilievo nel cammino della Chiesa ed è tuttora valido rinnovarla ogni anno (come anche) l'Atto di riparazione".

Il Santo Padre esprime anche " la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato.

venerdì 4 settembre 2009

Non dovete rinunciare alla grandezza e alla bellezza del matrimonio

A voi tutti che vivete la bella e grande esperienza del matrimonio, che certamente non esclude piccole e grandi difficoltà da affrontare quotidianamente, voglio ricordare ciò che il Santo Padre Giovanni Paolo II predicava sul matrimonio per condividerlo con voi pienamente.
Così egli si esprimeva: lo Spirito del Signore dona agli sposi un cuore nuovo e li rende capaci di amarsi, come Cristo ci ha amati. Amare a tal punto l'altro da aiutarlo, da sostenerlo.

Nel matrimonio non smetterete di scoprire le qualità e i difetti del vostro coniuge, lo aiuterete ad accrescere le prime e a diminuire gli altri.

E poi:" Perdonatevi scambievolmente...........Abbiate tanto amore da riconciliarvi se una crisi minaccia la vostra unione, poichè spezzare la vostra reciproca fedeltà è rompere anche con Dio che è sempre fedele, che non smette mai di amare.

Vivete nella fiducia l'uno con l'altra.

Giorno dopo giorno, gettate legna sul fuoco del vostro amore, attraverso i gesti quotidiani della vita comune; il vostro reciproco rispetto e la vostra generosità siano come un segno della presenza di Dio nella vostra casa.

La grazia del sacramento del matrimonio non vi mancherà.

giovedì 3 settembre 2009

A Giovanni Paolo II, Servo fedele di Dio

O Giovanni Paolo II ,chi potrà mai dimenticare
il tuo sguardo lungimirante,
mentre appoggiavi la fronte al Crocifisso,
che tenevi stretto tra le mani,
e al quale ti aggrappavi come ad una roccia,
per accomunarvi la tua personale croce.

Prega per tutti quelli che soffrono,
perchè trovino la forza,
per vincere la loro sofferenza,
nella Croce di Cristo,
e in unione con essa, essere autentica testimonianza
della vera Salvezza.

O Giovanni Paolo II , tu che hai amato la Chiesa,
fino all'ultimo istante della tua vita,
che ne hai accompagnato il cammino con carità ed eroismo,
ora dal cielo,con la tua preghiera,
sostienici nel nostro cammino di fede
e intercedi per noi presso il Padre,
affinchè questo profumi di perfetta carità e santità.

O Giovanni Paolo II, anche quando il tuo volto era ormai sofferente,
e le tue labbra mute,
hai dato voce ai sentimenti che avevi nel cuore con i gesti,
impegnandoti, fino alla fine delle tue forze,
al servizio della Chiesa.

Prega per la Chiesa universale affinchè s'impegni, con la tua stessa fedeltà,
a portare a compimento la missione di Cristo Redentore.

O Giovanni Paolo II, tu Discepolo fedele del Maestro,
che hai predicato la Parola del Signore,
non per vanto, ma per dovere,
insegnaci a riprendere in mano il Vangelo con dedizione e passione,
per farlo diventare vita,
e continua a benedirci dal cielo,
affinchè il fuoco dell'amore Divino accenda i nostri cuori
e le nostre parole prendano il tono delle parole di Cristo.


Amen.