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giovedì 21 gennaio 2010

Atto D' Amore del Santo Curato d'Ars


Io ti amo, o mio Dio; mio solo desiderio è di amarti fino all'ultimo respiro della mia vita.

Io ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti che vivere un solo istante senza amarti.

Io ti amo, o mio Dio, e non desidero il cielo se non per avere il piacere di amarti perfettamente.

Io ti amo, o mio Dio, e temo l'inferno solamente perchè non ci sarà mai la dolce consolazione di amarti.

O mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante che ti amo, voglio almeno che il mio cuore te lo ripeta ad ogni respiro.

Ah ! fammi la grazia di soffrire amandoti, di amarti soffrendo e di spirare un giorno amandoti e sentendo che ti amo. Più mi avvicino alla mia fine più ti scongiuro di accrescere il mio amore, e di renderlo più perfetto.
Amen.

Il Santo Curato d' Ars


lunedì 18 gennaio 2010

Preghiera


Dio dei nostri padri,
tu hai scelto Abramo e la sua discendenza
perchè il tuo nome fosse portato alle genti:
noi siamo profondamente addolorati
per il comportamento di quanti
nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi figli,
e chiedendoti perdono vogliamo impegnarci
in un' autentica fraternità
con il popolo dell'alleanza.
Amen

Giovanni Paolo II
(Preghiera al Muro occidentale, Gerusalemme, 26 marzo 2000)

mercoledì 30 dicembre 2009

Miserere nostri, Domine, miserere nostri!


Mentre eleviamo il nostro grazie a Dio per l'anno che si chiude, sentiamo il bisogno di implorarne, al tempo stesso, la misericordia sull'anno che si chiude. Chiediamo perdono perchè non di rado, purtroppo, le conquiste della tecnica e della scienza, tanto importanti per l' autentico progresso umano, sono state usate contro l'uomo: Miserere nostri, Domine, miserere nostri!
Due mila anni sono trascorsi da quando "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14). Per questo, si eleva corale il canto della nostra lode riconoscente: Te Deumn laudamus. Noi ti lodiamo, Dio della vita e della speranza. Noi ti lodiamo, Cristo, Re della gloria, Figlio eterno del Padre.
Tu, nato dalla vergine Madre, sei il nostro Redentore, ti sei fatto nostro fratello per la salvezza dell'uomo, e verrai nella gloria a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Tu, Cristo, fine della storia umana, sei punto focale delle attese d'ogni essere umano. A Te appartengono gli anni ed i secoli. Tuo è il tempo, o Cristo, che sei lo stesso ieri, oggi e sempre.
Giovanni Paolo II [Omelia di fine d'anno, 31 dicembre 1999]

sabato 26 dicembre 2009

Natale del Signore


In questa Notte Santa si compie l'antica promessa: Il tempo dell'attesa è finito, e la Vergine dà alla luce il Messia. Gesù nasce per l'umanità che va in cerca di libertà e di pace; nasce per ogni uomo oppresso dal peccato, bisognoso di salvezza e assetato di speranza. All'incessante grido dei popoli: "Vieni, Signore, salvaci!", Dio risponde in questa notte: La sua eterna Parola d'amore ha a ssunto la nostra carne mortale. Il Verbo è entrato nel tempo: è nato l'Emmanuele, il Dio - con - noi. Nelle cattedrali e nelle basiliche, come nelle chiese più piccole e sperdute di ogni parte della terra, si leva commosso il canto dei cristiani: "Oggi è nato per noi il Salvatore". Maria <> (Lc 2,7). Ecco l'icona del Natale: Un fragile neonato, che le mani di una donna proteggono con poveri panni e depongono nella mangiatoia.
Chi può pensare che quel piccolo essere umano è il <> (Lc 1,32)? Lei sola, la Madre, conosce la verità e ne custodisce il mistero.
In questa notte anche noi possiamo "passare attraverso il suo sguardo, per riconoscere in questo Bambino il volto umano di Dio. Anche per noi, uomini del terzo millennio, è possibile incontrare Cristo e contemplarlo con gli occhi di Maria.
Giovanni Paolo II [Omelia, 24 dicembre 2002]

sabato 19 dicembre 2009

Giovanni Paolo II


Leggendo i post da me pubblicati ci addentriamo nella vita spirituale di Giovanni Paolo II, un uomo e un cristiano che nella sua esistenza è stato totalmente trasparente al mistero di Dio; confrontiamoci con il pensiero di questo grande pontefice.

mercoledì 9 dicembre 2009

L'Immacolata Concezione


La Chiesa ha celebrato la festività dell'Immacolata Concezione di Maria. Questo grande mistero mariano, con il quale si inizia, nella storia, la Redenzione dell'uomo, è già previsto in quell'eterno progetto di Dio Padre, nel quale Maria, preservata immune dal peccato originale in vista dei meriti di Cristo, è preordinata a diventare nel tempo la degna madre dello stesso Salvatore.

Oltre ad essere un privilegio sublime che esalta Maria tra tutte le creature umane e gli stessi cori angelici, la sua concezione senza peccato è stata eminente condizione di grazia perchè tutta la sua persona, fin dal primo istante, si disponesse nella più completa libertà, quella dal peccato originale, al servizio di Cristo e della sua opera redentrice, per l'intera umanità.

La Chiesa è pervenuta, con il venerato Pontefice Pio IX, nel 1854, a definire come verità di fede la dottrina che proclama l'Immacolata Concezione di Maria.

Giovanni Paolo II (Angelus, 8 dicembre 1983)

lunedì 7 dicembre 2009

L'Immacolata: modello dell'Avvento definitivo


La Vergine di Nazaret sente ciò che Dio le dice. Ella ascolta: non solo accoglie la parola, ma è obbediente alla parola, e risponde: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). In questo modo si compie l' Avvento: il primo Avvento dell' umanità. L'Avvento significa vicinanza della salvezza, significa gloria di Dio in terra: Avvento è incontro. Ne parla pure il salmo: "Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno" (Sal 84,11).

Ecco, insieme col Verbo che si fece carne nel seno della Vergine, scende la giustizia. Viene da Dio. Viene come grazia e pace: grazia e pace della riconciliazione con Dio nel Figlio eterno. Che cosa chiede come corrispondenza quella giustizia offerta all'uomo in Cristo? Che cosa l'uomo deve portare nel suo cuore? Deve portare la fedeltà perchè: "la verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccierà dal cielo" (Sal 84,12). Proprio così avvenne nel cuore della Vergine immacolata. Perciò in esso si è compiuto il primo avvento dell'umanità. Ella è inoltre diventata il modello della Chiesa. E' diventata il modello dell' Avvento definitivo.
Giovanni Paolo II (Angelus, 9 dicembre 1984)

sabato 5 dicembre 2009

La venuta del Salvatore, il Re dell'universo


Durante l'Avvento attendiamo questo Re con tutta la forza della nostra fede e della speranza. Egli verrà al mondo e sarà privo di casa e, come primo luogo di rifugio, avrà una stalla destinata agli animali. E noi ci prepariamo, nel corso di questo periodo liturgico, appunto ad accogliere, con tanto più calda attesa e tanto più grande amore, colui che viene-umanamente parlando-in tale abbassamento: ciò facciamo per iniziare di nuovo con lui, nella notte di Natale, nella mirabile notte del " nuovo inizio", l'ulteriore tappa della nostra vita. Così la Chiesa attende colui che deve venire. Non è questa un'attesa passiva. L'Avvento è il tempo di una particolare cooperazione, nello Spirito della speranza umile e gioiosa, con quel Verbo di Vita che Dio pronuncia eternamente, e che pronuncia, sempre di nuovo, per ogni generazione, per ogni epoca.

Giovanni Paolo II (Angelus, 9 dicembre 1979)

martedì 1 dicembre 2009

Tempo di Avvento un tempo di luce


L' Avvento è un tempo nel quale la Chiesa ci aiuta a prepararci alla venuta del Signore Gesù: Egli, venuto nella povertà della nostra condizione umana duemila anni fa, ogni anno rinnova nella fede questo evento di grazia: è come se anche tu fossi presente a quell'evento benedetto, e puoi godere della stessa luce che avvolse i pastori ignari. Allora l'Avvento è un tempo di attesa gioiosa, nel quale svegliare lo spirito, forse un pò troppo addormentato a causa del peccato e della superficialità.

L'Avvento è il periodo nel quale far entrare la luce del Signore che viene nella tua vita, soprattutto per mezzo degli strumenti che già conosci: la preghiera ardente e piena di attesa nei confronti dell'atteso dalle genti. A questa unisci un ascolto più attento della parola di Dio che ti viene offerta: "Lampada ai i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino"! (Sal 118,105). Infatti, solo questa può rischiarare le profondità del tuo essere, comprese le parti più nascoste di te, per comprendere che solo il suo amore può salvarti. Anche la S. Messa deve riasquistare un posto di particolare importanza nella tua vita di cristiano: scaccia dal tuo cuore l' abitudine e la tiepidezza, e scoprirai che nella Messa Dio stesso ti conduce alla conoscenza piena di suo Figlio, donato anche a te, per la tua salvezza. Infine, affidati con tutto il cuore a Maria: sarà lei stessa a portarti nel cuore dell'Avvento e a riconoscere suo Figlio nell'umiltà di Bethlem.

Novena all'immacolata


Il dogma dell'Immacolata Concezione è molto spesso confuso con la verginità di Maria Santissima. "Immacolata Concezione" non vuol dire che la Madonna ha concepito verginalmente Gesù e l'ha dato alla luce pur restando vergine prima, durante, e dopo il parto. Come dicono le parole stesse, "Immacolata Concezione" vuol dire che la Madonna è stata concepita nel seno di sua madre, che la tradizione dice essere Anna, senza macchia del peccato originale. Questo fin dal primo istante del suo concepimento, per cui non c'è stato nessun istante in cui Maria sia stata macchiata dal peccato originale. Il dogma dichiara quindi: " La beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento" (Papa Pio IX, "Ineffabilis Deus", 8-12-1854)".

giovedì 26 novembre 2009

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI


" Ringrazio Iddio per la presenza e l'aiuto del cardinale Ratzinger. E' un amico provato"

Giovanni Paolo II

Hanno tanti punti in comune. Sono quasi coetanei, sono nati ambedue in Europa Centrale, su fronti opposti sono scampati alla seconda guerra mondiale, hanno partecipato insieme al Concilio Vaticano II. Hanno, poi, collaborato a Roma per quasi un quarto di secolo. Gli eventi esteriori, tuttavia, non ci dicono l'essenziale: al di là della lunga collaborazione, tra il Papa polacco e il Prefetto della Dottrina della Fede si erano sviluppate stima, cordialità e amicizia come raramente capita di incontrare nella storia. Il rapporto tra i due continua ancora; "Mi sembra di sentire la sua mano forte che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: Non avere paura!". Così iniziava il suo Pontificato Benedetto XVI, ponendosi sulla scia del suo predecessore e questo diceva di lui il 2 aprile 2008: "In verità, possiamo leggere tutta la vita del mio amato Predecessore, in particolare il suo ministero petrino, nel segno del Cristo Risorto. Egli nutriva una fede straordinaria in Lui, e con Lui intratteneva una conversazione intima, singolare e ininterrotta. Tra le tante qualità umane e soprannaturali, aveva infatti anche quella di un'eccezionale sensibilità spirituale e mistica. Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo. Le celebrazioni liturgiche lo vedevano attento al mistero-in-atto, con una spiccata capacità di cogliere l'eloquenza della Parola di Dio nel divenire della storia, al livello profondo del disegno di Dio. La Santa Messa, come spesso ha ripetuto, era per lui il centro di ogni giornata e dell'intera esistenza. La realtà "viva e santa" dell'Eucaristia gli dava l'energia spirituale per guidare il Popolo di Dio nel cammino della storia".

sabato 21 novembre 2009

Presentazione della Beata Vergine Maria


La chiesa fa memoria liturgica della presentazione di Maria santissima. Il Regno escatologico di Cristo e di Dio (cfr. Col 1,13) si compirà quando il Signore sarà tutto in tutti, dopo aver annientato il dominio di Satana, del peccato e della morte.

Il Regno di Dio è tuttavia già presente "in mistero" nella storia, e opera in coloro che lo accolgono.

Maria, madre di Cristo e discepola fedele della Parola, è entrata in pienezza nel Regno. Tutta la sua esistenza di creatura amata dal Signore e animata dallo Spirito, è testimonianza concreta e preludio delle realtà escatologiche.

La Vergine Maria, già segno e anticipazione dei beni futuri nella sua vita terrena, glorificata ora accanto a Cristo Signore, è immagine e compimento del Regno di Dio. Ella è la prima ad aver seguito Cristo "primogenito di molti fratelli", "principio della creazione nuova" e "capo della Chiesa".

La prima che ne ha ereditato la gloria. La glorificazione di Maria, nostra sorella, è la più splendida conferma della parola della Scrittura: "Con Cristo (egli ) ci ha risuscitati e ci ha fatti sedere nell'alto dei cieli" (Ep 2,6). Il suo ingresso nel Regno escatologico di Dio è pegno e garanzia della partecipazione di tutta la chiesa, corpo di Cristo, alla gloria del suo Signore.


Giovanni Paolo II (Angelus, 20 novembre 1983)

venerdì 20 novembre 2009

Dal Vangelo di Marco (10,13-15)


Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà».

Giornata universale dell'infanzia. A voi, bambini di tutto il mondo


Cari bambini, vi scrivo pensando a quando anch'io molti anni fa ero bambino come voi.

Dobbiamo pregare insieme e molto, affinchè l'umanità, formata da diversi miliardi di esseri umani, diventi sempre più la famiglia di Dio, e possa vivere nella pace...
( Vi ho ricordato) le indicibili sofferenze che tanti bambini hanno sperimentato in questo secolo, e quelle che molti di loro continuano a subire anche in questo momento.
Quanti, anche in questi giorni, cadono vittime dell'odio che imperversa in diverse regioni della terra: nei Balcani, ad esempio, e in alcuni paesi dell'Africa.
Proprio meditando su questi fatti, che colmano di dolore i nostri cuori, ho deciso di chiedere a voi, cari bambini e ragazzi, di farvi carico della preghiera per la pace.
Lo sapete bene: l'amore e la concordia costruiscono la pace, l'odio e la violenza la distruggono.
Voi rifuggite istintivamente dall'odio e siete attratti dall'amore: per questo il papa è certo che non respingerete la sua richiesta, ma vi unirete alla sua preghiera per la pace nel mondo con lo stesso slancio con cui pregate per la pace e la concordia nelle vostre famiglie.
E' alla vostra preghiera, cari piccoli amici, che desidero affidare i problemi della vostra e di tutte le famiglie del mondo.
E non soltanto questo: ho ancora altre intenzioni da raccomandarvi.
Il papa conta molto sulle vostre preghiere.

Lettera ai bambini, 13 dicembre 1994 Giovanni Paolo II

giovedì 19 novembre 2009

Prima coppia di sposi beatificata


La ricchezza di fede e d'amore dei coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi è una vivente dimostrazione di quanto il Concilio Vaticano II ha affermato circa la chiamata di tutti i fedeli alla santità, per essi la fedeltà al Vangelo e l'eroicità delle virtù sono state riscontrate a partire dal loro vissuto come coniugi e come genitori. Nella loro vita, come in quella di tante altre coppie di sposi che ogni giorno svolgono con impegno i loro compiti di genitori, si può contemplare lo svelarsi sacramentale dell'amore di Cristo per la Chiesa. Care famiglie, oggi abbiamo una singolare conferma che il cammino di santità compiuto insieme, come coppia, è possibile, è bello, è straordinariamente fecondo ed fondamentale per il bene della famiglia, della Chiesa e della società. "Come ogni cammino di santificazione, anche il vostro, cari sposi, non è facile. Ogni giorno voi affrontate difficoltà e prove per essere fedeli alla vostra vocazione, per coltivare l'armonia coniugale e familiare, per assolvere alla missione di genitori e per partecipare alla vita sociale. Sappiate cercare nella parola di Dio la risposta ai tanti interrogativi che la vita di ogni giorno vi pone. San Paolo ci ricorda che "tutta la scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia" (2 Tm 3,16). Sorretti dalla forza di questa parola, potrete insieme insistere con i figli "in ogni occasione opportuna e non opportuna", ammonendoli ed esortandoli "con ogni magnanimità e dottrina" (2 Tm 4,2)"
(Omelia, 21 .10.2001).Giovanni Paolo II

mercoledì 18 novembre 2009

Momenti di smarrimento nella vita coniugale


In questi casi molte famiglie sono tentate dallo scoraggiamento. Penso , in particolare, a coloro che vivono il dramma della separazione; penso a chi deve affrontare la malattia e a chi soffre la scomparsa prematura del coniuge o di un figlio. Anche in queste situazioni si può dare una grande testimonianza di fedeltà nell'amore, reso ancora più significativo dalla purificazione attraverso il passaggio nel crogiolo del dolore. Affido tutte le famiglie provate alla provvida mano di Dio e all'amorevole cura di Maria, sublime modello di sposa e di madre, che ben conobbe il soffrire e la fatica del seguire Cristo fin sotto la croce.

Carissimi sposi, non lasciatevi mai vincere dallo sconforto: la grazia del Sacramento vi sostiene e vi aiuta ad innalzare continuamente le braccia al cielo come Mosè (cfr Es 17,11-12). La Chiesa vi è vicina e vi aiuta con la sua preghiera soprattutto nei momenti di difficoltà. Nello stesso tempo, chiedo a tutte le famiglie di sostenere a loro volta le braccia della Chiesa, perchè non venga mai meno alla sua missione di intercedere, consolare, guidare e incoraggiare. Vi ringrazio, care famiglie, per il sostegno che date a me nel mio servizio alla Chiesa e all'umanità. Ogni giorno io prego il Signore perchè aiuti tante famiglie ferite dalla miseria e dall'ingiustizia e faccia crescere la civiltà dell'amore ( Omelia, 21 .10. 2001).

Giovanni Paolo II

lunedì 16 novembre 2009

Soffrire per amore


Se un uomo diventa partecipe delle sofferenze di Cristo, ciò avviene perchè Cristo ha aperto la sua sofferenza all'uomo, perchè egli stesso nella sua sofferenza redentiva è divenuto, in un certo senso, partecipe di tutte le sofferenze umane. L'uomo, scoprendo mediante la fede la sofferenza redentrice di Cristo, insieme scopre in essa le proprie sofferenze, le ritrova, mediante la fede, arricchite di nuovo contenuto e di nuovo significato. Questa scoperta dettò a San Paolo parole particolarmente forti nella Lettera ai Galati: " Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita, che vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me". La fede permette all'autore di queste parole di conoscere quell'amore, che condusse Cristo sulla Croce. E se amò così, soffrendo e morendo, allora con questa sua sofferenza e morte egli vive in colui che amò così, egli vive nell'uomo: in Paolo. E vivendo in lui-man mano che Paolo, consapevole di ciò mediante la fede, risponde con l'amore al suo amore-Cristo diventa anche in modo particolare unito all'uomo, a Paolo, mediante la Croce.

Giovanni Paolo II ( Salvifici doloris, 20 )

domenica 15 novembre 2009

L' orazione cristiana


Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui. Egli ci invita a pregare sempre senza mai stancarci, spesso prova la nostra costanza e noi fraintendendo ciò, pensiamo che non ci ascolti, invece il Suo è un invito alla perseveranza.

Quanto è ampio il campo d'azione dell'orazione cristiana!
Essa lava i peccati, respinge le tentazioni,
spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi,
incoraggia i generosi, guida i pellegrini,
calma le tempeste, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti,
sostiene i deboli, sorregge i forti.

(Tertulliano, Sull'orazione, 29)

sabato 14 novembre 2009

Un semplice dono


"Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo" (Lc 1,44).

Come non raccogliere questo invito alla riflessione? Il trasalimento di gioia di Elisabetta sottolinea il dono che può essere racchiuso in un semplice saluto, quando esso parte da un cuore colmo di Dio.

Quante volte il buio della solitudine, che opprime un'anima, può essere squarciato dal raggio luminoso di un sorriso e di una parola gentile! Una buona parola è presto detta; eppure a volte ci torna difficile pronunciarla. Ce ne trattiene la stanchezza, ce ne distolgono le preoccupazioni, ci frena un sentimento di freddezza o di egoistica indifferenza. Succede così che passiamo accanto a persone che pur conosciamo, senza guardarle in volto e senza accorgerci di quanto spesso esse stiano soffrendo di quella sottile, logorante pena, che viene dal sentirsi ignorate. Basterebbe una parola cordiale, un gesto affettuoso e subito qualcosa si risveglierebbe in loro: un cenno di attenzione e di cortesia può essere una ventata di aria fresca nel chiuso di un'esistenza, oppressa dalla tristezza e dallo scoramento. Il saluto di Maria riempì di gioia il cuore dell'anziana cugina Elisabetta.


Giovanni Paolo II (Omelia, 11 febbraio 1981)

mercoledì 11 novembre 2009

O Cuore Immacolato!


Dalla fame e dalla guerra,
liberaci!

Dalla guerra nucleare,
da un'autodistruzione incalcolabile,
da ogni genere di guerra,
liberaci!

Dai peccati contro la vita dell'uomo
sin dai suoi albori,
liberaci!

Dall'odio e dall'avvilimento
della dignità dei figli di Dio,
liberaci!

Da ogni genere di ingiustizia
nazionale e internazionale,
liberaci!

Dalla facilità di calpestare
i comandamenti di Dio,
liberaci!

Dai peccati contro lo Spirito Santo,
liberaci!

Accogli, o Madre di Cristo,
questo grido carico della sofferenza
di tutti gli uomini,
carico della sofferenza
di intere società!
Giovanni Paolo II