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mercoledì 9 dicembre 2009

L'Immacolata Concezione


La Chiesa ha celebrato la festività dell'Immacolata Concezione di Maria. Questo grande mistero mariano, con il quale si inizia, nella storia, la Redenzione dell'uomo, è già previsto in quell'eterno progetto di Dio Padre, nel quale Maria, preservata immune dal peccato originale in vista dei meriti di Cristo, è preordinata a diventare nel tempo la degna madre dello stesso Salvatore.

Oltre ad essere un privilegio sublime che esalta Maria tra tutte le creature umane e gli stessi cori angelici, la sua concezione senza peccato è stata eminente condizione di grazia perchè tutta la sua persona, fin dal primo istante, si disponesse nella più completa libertà, quella dal peccato originale, al servizio di Cristo e della sua opera redentrice, per l'intera umanità.

La Chiesa è pervenuta, con il venerato Pontefice Pio IX, nel 1854, a definire come verità di fede la dottrina che proclama l'Immacolata Concezione di Maria.

Giovanni Paolo II (Angelus, 8 dicembre 1983)

martedì 1 dicembre 2009

Tempo di Avvento un tempo di luce


L' Avvento è un tempo nel quale la Chiesa ci aiuta a prepararci alla venuta del Signore Gesù: Egli, venuto nella povertà della nostra condizione umana duemila anni fa, ogni anno rinnova nella fede questo evento di grazia: è come se anche tu fossi presente a quell'evento benedetto, e puoi godere della stessa luce che avvolse i pastori ignari. Allora l'Avvento è un tempo di attesa gioiosa, nel quale svegliare lo spirito, forse un pò troppo addormentato a causa del peccato e della superficialità.

L'Avvento è il periodo nel quale far entrare la luce del Signore che viene nella tua vita, soprattutto per mezzo degli strumenti che già conosci: la preghiera ardente e piena di attesa nei confronti dell'atteso dalle genti. A questa unisci un ascolto più attento della parola di Dio che ti viene offerta: "Lampada ai i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino"! (Sal 118,105). Infatti, solo questa può rischiarare le profondità del tuo essere, comprese le parti più nascoste di te, per comprendere che solo il suo amore può salvarti. Anche la S. Messa deve riasquistare un posto di particolare importanza nella tua vita di cristiano: scaccia dal tuo cuore l' abitudine e la tiepidezza, e scoprirai che nella Messa Dio stesso ti conduce alla conoscenza piena di suo Figlio, donato anche a te, per la tua salvezza. Infine, affidati con tutto il cuore a Maria: sarà lei stessa a portarti nel cuore dell'Avvento e a riconoscere suo Figlio nell'umiltà di Bethlem.

domenica 15 novembre 2009

Il mistero della sofferenza


Nella sua esistenza terrena, Cristo si è avvicinato con particolare amore alle persone sofferenti.
Egli guariva gli ammalati, consolava gli afflitti, nutriva gli affamati, liberava dalla sordità, dalla cecità, dalla lebbra, dal demonio e ridava la vita ai morti... Spinto dall'amore, Cristo soffrì volontariamente e soffrì da innocente, provando così la verità dell'amore mediante la verità della sofferenza, una sofferenza che lui, Uomo-Dio, provò con un'intensità incommesurabile. Ma proprio attraverso questo sacrificio, egli legò una volta per sempre la sofferenza all'amore, e così la redense. Associata a Gesù in questo mistero di sofferenza e di amore è, in primo luogo, la sua Madre Maria. Il suo dolore si unisce a quello del Figlio. Sul Calvario ella diventa modello perfetto di partecipazione alla Croce di Cristo. Ogni uomo è chiamato a soffrire; ogni uomo, imitando Maria, può diventare cooperatore della sofferenza di Cristo e quindi della sua redenzione.

Giovanni Paolo II (Angelus, 8 febbraio 1998)

sabato 14 novembre 2009

Un semplice dono


"Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo" (Lc 1,44).

Come non raccogliere questo invito alla riflessione? Il trasalimento di gioia di Elisabetta sottolinea il dono che può essere racchiuso in un semplice saluto, quando esso parte da un cuore colmo di Dio.

Quante volte il buio della solitudine, che opprime un'anima, può essere squarciato dal raggio luminoso di un sorriso e di una parola gentile! Una buona parola è presto detta; eppure a volte ci torna difficile pronunciarla. Ce ne trattiene la stanchezza, ce ne distolgono le preoccupazioni, ci frena un sentimento di freddezza o di egoistica indifferenza. Succede così che passiamo accanto a persone che pur conosciamo, senza guardarle in volto e senza accorgerci di quanto spesso esse stiano soffrendo di quella sottile, logorante pena, che viene dal sentirsi ignorate. Basterebbe una parola cordiale, un gesto affettuoso e subito qualcosa si risveglierebbe in loro: un cenno di attenzione e di cortesia può essere una ventata di aria fresca nel chiuso di un'esistenza, oppressa dalla tristezza e dallo scoramento. Il saluto di Maria riempì di gioia il cuore dell'anziana cugina Elisabetta.


Giovanni Paolo II (Omelia, 11 febbraio 1981)

giovedì 29 ottobre 2009

La corona del Rosario


Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la corona. Nella pratica più superficiale, essa finisce per essere spesso un semplice strumento di conteggio per registrare il succedersi delle Ave Maria. Ma essa si presta anche ad esprimere un simbolismo, che può dare ulteriore spessore alla contemplazione.

A tal proposito, la prima cosa da notare è come la corona converga verso il Crocifisso, che apre così e chiude il cammino stesso dell'orazione. In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei credenti. Tutto parte da lui, tutto tende a lui, tutto, mediante lui, nello Spirito Santo, giunge al Padre.

"O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai di conforto nell'ora dell'agonia. A te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo".


( Rosarium Virginis Mariae,43)

lunedì 19 ottobre 2009

Veglia su di noi


Maria,

dona al mondo Cristo,

nostra pace.

Non riaprano gli uomini

nuovi fossati

di odio e di vendetta;

non ceda il mondo

alle lusinghe

di un falso benessere

che mortifica la dignità

della persona

e compromette per sempre

le risorse del creato.


Mostrati Madre della speranza!

Veglia sulla strada

che ancora ci attende.


Veglia sugli uomini

e sulle nuove situazioni dei popoli

ancora minacciati

da rischi di guerra.


Veglia sui responsabili delle nazioni

e su quanti reggono le sorti

dell'umanità.
Giovanni Paolo II

mercoledì 14 ottobre 2009

Maria piena di grazia


Ella è "onnipotente per grazia", come, con audace espressione, diceva nella sua Supplica alla Vergine il beato Bartolo Longo.
Il sommo poeta Dante la interpreta stupendamente, nella linea di san Bernardo, quando canta: "Donna, se tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanza' ali " .

giovedì 8 ottobre 2009

Ti amo Maria


O Maria, io so chi devo amare dopo Dio:

sei tu, Vergine Santa, Vergine piena di grazia.

Io ti amo Maria, perchè tu sei la Madre di Dio,

la Madre di Gesù, mio Salvatore.

Io ti amo, perchè tu sei

la Madre di tutti gli uomini, la Madre dei Santi,

la consolatrice di coloro che soffrono.

Io ti amo Maria, perchè tu sei mia Madre,

la mia dolce e tenera Madre.

O Maria, io sono felice di avere

una mamma dolce e buona come te.

O Madre mia dolcissima,

voglio amarti con cuore di figlio.

Voglio essere tuo, tutto tuo, per sempre tuo.

Che sarebbe di me senza di te, o Maria?

Ma io so che tu non mi abbandonerai mai!

O mamma mia Maria, eccomi qui davanti a te.

A te affido la mia vita. Ti prego:

guidami tu sulla via che conduce al cielo

all'incontro con Gesù, tuo Figlio,

nella gioia senza fine del Paradiso. Amen.

San Giuseppe Cottolengo

martedì 6 ottobre 2009

Il Santo Rosario


Il mese di ottobre, nella vita della comunità cristiana, è dedicato a Maria ed è particolarmente legato alla riscoperta del Santo Rosario.

E' preghiera mariana,ma al tempo stesso cristologica,perchè contempliamo la vita di Cristo da una prospettiva privilegiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre. Maria ci porta a Gesù!

Un tempo era diffusa la recita quotidiana del Rosario in famiglia.

Quanto gioverebbe ancor oggi simile pratica!

La corona di Maria allontana i germi della disgregazione familiare; è vincolo sicuro di comunione e di pace. Con il Santo Padre Giovanni Paolo II diciamo; "la famiglia che prega unita rimane unita".

Nella recita del Santo Rosario entriamo in colloquio confidenziale con Maria, le confidiamo le nostre pene, le manifestiamo le nostre speranze, le promettiamo fedeltà in ogni circostanza soprattutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri della sua protezione, e convinti che ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra salvezza.

mercoledì 30 settembre 2009

La famiglia


La famiglia è stata sempre al centro dell'attenzione della Chiesa. Il perchè di questo lo troviamo nell'amore e nel servizio che la Chiesa deve all'uomo. Il mistero dell'incarnazione è l'annuncio gioioso di un Dio che viene incontro all'uomo e si fa uomo. Incontrando l'uomo necessariamente si incontra la famiglia.

La famiglia è il luogo naturale della sua venuta al mondo, è l'ambiente dove normalmente riceve il necessario per svilupparsi,è il nucleo affettivo che gli da sicurezza, è la prima scuola di relazioni sociali. E' ora di riscoprire il valore della preghiera familiare perchè la famiglia ponendosi alla luce del Signore, si scopra come soggetto comunitario, unito da un disegno di eterno amore, che nulla al mondo lo potrà mai distruggere.

Guardiamo a Maria, sposa e madre della famiglia di Nazaret.

E' viva icona di preghiera, in una famiglia di preghiera. Proprio per questo è anche immagine di serenità e di pace, di dedizione e di fedeltà, di tenerezza e di speranza.

mercoledì 23 settembre 2009

Dagli scritti di Padre Pio


Maria

infiori e profumi

la tua anima

di sempre nuove virtù

e ponga

la Sua mano materna

sul tuo capo.

domenica 20 settembre 2009

Totus tuus




Sostegno e conforto ineludibile del ministero del Santo Padre Giovanni Paolo II è stata la Madonna. Non per nulla nello stemma del suo pontificato c'è scritto: "Totus tuus".


Tutto di Maria, di sua madre, cioè. "Tutto tuo", come si fa in una dichiarazione d'amore. Questa di Karol Wojtyla non è stata una devozione esagerata, ma semplicemente la forma del suo essere cristiano, anzi uomo: nella permanente coscienza di essere spiritualmente avvolto dal manto della Vergine. Nel suo testamento spirituale il Papa ha chiamata la Vergine Maria "la madre del mio Maestro".


Ciò ha consentito al cardinale Joseph Ratzinger di dire nell'Omelia del funerale: "Il Santo Padre ha trovato il riflesso più puro della misericordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l'ha accolta nell'intimo del suo essere...E dalla madre ha imparato a conformarsi a Cristo".

Maria: La serva del Signore



"Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti"(Mc 9,35).


Tali parole sono state pronunziate dal Signore Gesù agli Apostoli. Rivolgiamo una particolare attenzione alle parole di Maria: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto"(Lc1,38).


La serva del Signore. Cosi' ha chiamato se stessa la Vergine di Nazaret nel momento dell'Annunciazione. Ecco, per opera dello Spirito Santo è diventata la Madre di Dio-Figlio. Questa fu la suprema elevazione che l'uomo poteva ottenere. E, proprio dinanzi a una tale elevazione, Maria chiama se stessa la Serva; Serva del Signore! Quanto profondamente s' incide il suo servizio nel mistero stesso dell'elevazione mediante la Maternità Divina!


Quanto è fedele, sin dall'inizio, la Madre al Figlio che un giorno dirà agli Apostoli: "se uno vuol essere il primo, sia....il servo di tutti"!

(Angelus, 19 settembre 1982)