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giovedì 14 gennaio 2010

Indulgenze Speciali Durante L' Anno Sacerdotale



In occasione dell'Anno Sacerdotale indetto dal Papa nella ricorrenza del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, luminoso modello di pastore, è possibile ottenere le indulgenze per i sacerdoti e i fedeli nel seguente modo:

Indulgenza plenaria per i sacerdoti vivi o defunti:

Potranno ottenere l'indulgenza plenaria i sacerdoti veramente pentiti, che in qualsiasi giorno devotamente reciteranno almeno le Lodi mattutine o i Vespri davanti al Santissimo Sacramento, esposto alla pubblica adorazione o riposto nel tabernacolo, e sull'esempio di san Giovanni Maria Vianney, si offriranno con animo pronto e generoso alla celebrazione dei sacramenti, soprattutto della Confessione. Gli stessi potranno beneficiare dell'indulgenza plenaria, applicabile ai sacerdoti defunti come suffragio, in conformità alle disposizioni vigenti, si confesseranno e comunicheranno e pregheranno per le intenzioni del Papa.

Indulgenza parziale per i sacerdoti vivi o defunti:
Riceveranno l' indulgenza parziale, anch'essa applicabile ai defunti, ogni qual volta reciteranno devotamente preghiere debitamente approvate per condurre una vita santa e per adempiere santamente agli uffici a loro affidati.


Indulgenza plenaria per i fedeli:
Potranno beneficiare dell'indulgenza plenaria anche i fedeli che,veramente pentiti, assisteranno alla Messa e offriranno per i sacerdoti della Chiesa preghiere a Cristo e qualsiasi opera buona. Saranno necessari il sacramento della Confessione e la preghiera per le intenzioni del Papa nel giorno in cui si chiude l'Anno Sacerdotale, nel primo giovedì del mese o in qualche altro giorno stabilito dagli Ordinari dei luoghi per l'utilità dei fedeli. Gli anziani, i malati e tutti coloro che per motivi legittimi non possano uscire di casa potranno ottenere l'indulgenza plenaria se, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato e con l'intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre "solite condizioni", nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti, e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita.

Indulgenza parziale per i fedeli:
Il decreto indica che si concederà l'indulgenza parziale a tutti i fedeli che reciteranno 5 Padre Nostro, Ave Maria e Gloria o altra preghiera appositamente approvata in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita.

giovedì 3 dicembre 2009

Intenzioni affidate dal Papa e dai vescovi italiani all' Apostolato della preghiera:


Generale: Perchè i bambini siano rispettati e amati e mai siano vittime di sfruttamento nelle sue varie forme.


Missionaria: Perchè a Natale i popoli della terra riconoscano nel Verbo Incarnato la luce che illumina ogni uomo e le Nazioni aprano le porte a Cristo, Salvatore del mondo.


Vescovi: La Famiglia di Nazaret dia luce e forza ai genitori, perchè possano svolgere con frutto il loro compito peculiare verso i figli.

venerdì 20 novembre 2009

Giornata universale dell'infanzia. A voi, bambini di tutto il mondo


Cari bambini, vi scrivo pensando a quando anch'io molti anni fa ero bambino come voi.

Dobbiamo pregare insieme e molto, affinchè l'umanità, formata da diversi miliardi di esseri umani, diventi sempre più la famiglia di Dio, e possa vivere nella pace...
( Vi ho ricordato) le indicibili sofferenze che tanti bambini hanno sperimentato in questo secolo, e quelle che molti di loro continuano a subire anche in questo momento.
Quanti, anche in questi giorni, cadono vittime dell'odio che imperversa in diverse regioni della terra: nei Balcani, ad esempio, e in alcuni paesi dell'Africa.
Proprio meditando su questi fatti, che colmano di dolore i nostri cuori, ho deciso di chiedere a voi, cari bambini e ragazzi, di farvi carico della preghiera per la pace.
Lo sapete bene: l'amore e la concordia costruiscono la pace, l'odio e la violenza la distruggono.
Voi rifuggite istintivamente dall'odio e siete attratti dall'amore: per questo il papa è certo che non respingerete la sua richiesta, ma vi unirete alla sua preghiera per la pace nel mondo con lo stesso slancio con cui pregate per la pace e la concordia nelle vostre famiglie.
E' alla vostra preghiera, cari piccoli amici, che desidero affidare i problemi della vostra e di tutte le famiglie del mondo.
E non soltanto questo: ho ancora altre intenzioni da raccomandarvi.
Il papa conta molto sulle vostre preghiere.

Lettera ai bambini, 13 dicembre 1994 Giovanni Paolo II

giovedì 5 novembre 2009

Testimone con le parole e con i gesti


Giovanni Paolo II ha sfidato una società dove si registrava una soggettivazione della fede, dove sempre più persone si costruivano una religione a proprio uso e consumo, dietro alla quale vi erano molte responsabilità da parte dei cristiani e della Chiesa gerarchica, ed egli di fronte a tutto ciò ha manifestato il massimo del suo carisma di testimone. I cristiani mostravano scarsità della loro testimonianza e incapacità a vivere la sconvolgente novità del vangelo e una fede insignificante, mentre la Chiesa gerarchica aveva mantenuto a lungo il messaggio cristiano sotto il peso di troppe strutture, troppa autorità, troppi divieti , e di una pastorale troppo difensiva, troppo circoscritta all'impegno sociale-caritativo. Egli parlò all'uomo di Dio, e di come Dio non possa essere il nemico di chi Lui stesso ha creato. Parlò della vita che, senza nessun riferimento spirituale, condurrebbe al vuoto. Parlò della speranza, che può dare un senso non solamente all'esistenza futura, nell'aldilà, ma anche alla voglia di costruire già qui, in questa vita, qualcosa di nuovo. I suoi viaggi, per questa testimonianza, costituirono uno strumento concreto, incisivo, perchè all'annuncio del Vangelo con la parola si aggiungeva la presenza in un determinato luogo. La sua testimonianza trovava mille strade con le parole, ma anche con il linguaggio dei gesti, per arrivare al cuore, per far sentire la vicinanza di Dio agli sfortunati, ai poveri, ai sofferenti. Come quella volta nell'isoletta sotto la Corea del Sud, quando volle baciare quel lebbroso che guardandolo fisso lo aveva "costretto" a voltarsi, a tornare da lui. O ancora , in Brasile, quando raccontò a una bambina cieca come fosse "fatto" il Papa, come fosse vestito, dove andasse; e lei, intanto, come a trovare conferma del racconto, lo sfiorava con le sue manine.

Infine , gli ultimi mesi di vita di Karol Wojtyla, sono quelli che sicuramente hanno rappresentato il culmine di questa testimonianza. Nonostante la malattia lo devastasse ogni giorno di più, egli non ha mai nascosto la sua infermità, perchè altrimenti avrebbe finito per nascondere il suo ruolo di pastore,si sarebbe separato dalla gente. Decise di fronte a Dio di continuare la sua missione fino a che le sue forze glielo avrebbero permesso,continuando ad assolvere i suoi impegni senza far mai pesare le sue sofferenze. Giovanni Paolo II senza mai risparmiarsi, a una società che ha paura del dolore e occulta la morte, mostrò da uomo prima che da Papa, come si possono vivere con serenità e coraggio le prove più dolorose.

La vita di Karol Wojtyla è stata segnata dall'esperienza di Dio e dalla scelta per l'uomo. Questa duplice testimonianza viene da lui anticipata nella più profonda, ma meno conosciuta lettera enciclica Dives in misericordia.

Un documento questo che completa la prima enciclica, la Redemptor hominis. Infatti, dopo aver parlato della verità sull'uomo, come viene rivelata da Cristo, Giovanni Paolo II indicava nella misericordia divina,più ancora che nella giustizia, il fondamento della dignità dell'uomo, minacciata da tanti pericoli. Era un richiamo all'umanità, a ritrovare le vie della pace e della riconciliazione. Ed era un invito alla Chiesa, non solo a professare la misericordia di Dio, ma anche, se vuole seguire realmente Cristo, a tornare ad essere più misericordiosa, più pronta al perdono. Karol Wojtyla è tornato dal Padre, per restituirgli la vita che gli aveva donato, quel sabato 2 aprile del 2005. Era la vigilia della festività della Divina Misericordia; sarà stato questo un segno profetico?

venerdì 30 ottobre 2009

Un Papa moderno


Giovanni Paolo II non si è mai tirato indietro davanti a nulla: ha cantato, live e su cd, è andato allo stadio per assistere a una partita di calcio, si è concesso un giro in Ferrari, ha usato il telefonino e il computer, ha ricevuto in Vaticano personaggi come Brigitte Bardot, Vittorio Gassman e la principessa Diana d' Inghilterra, non ha rinunciato alle amate gite in montagna. Su alcuni grandi temi come l'aborto, l'eutanasia, il celibato dei preti,gli anticoncezionali, il Papa è rimasto conservatore. Dimostrandosi, invece, sempre curioso verso tutte le novità dei tempi moderni, è stato capace di dialogare con i giovani sui loro interessi per la vita e per il mondo. Perchè a lui non bastava stare tra la gente, ma voleva essere come la gente, per comprenderla e per farsi capire meglio, per poter facilmente trasmettere il suo messaggio religioso. Un Papa che non ha mai dimenticato di essere uomo, un uomo che non ha mai dimenticato di essere Papa.

martedì 27 ottobre 2009

Un Papa senza frontiere


Giovanni Paolo II ha fatto oltre 100 viaggi all'estero. Nessun Papa aveva mai viaggiato tanto. Ogni volta che arrivava in un aeroporto baciava la terra. Questo gesto d'amore, nei confronti dei Paesi che lo ospitavano, il Papa lo ha ripetuto fino a quando le sue condizioni di salute glielo hanno permesso. A lui interessava la gente che gli si stringeva intorno ogni volta che volava lontano dalla città del Vaticano, chiunque essa fosse, anche le persone più criticate, perchè erano un mezzo per raggiungere lo scopo della sua attività pastorale " lontano da casa ". Karol Wojtyla nonostante i tanti problemi di salute, ha voluto continuare a viaggiare per affrontare i grandi temi come la pace, la fame nel mondo, il dramma dei paesi poveri. Gli incontri con gente di diversi paesi hanno consentito al Papa di scherzare spesso. In ogni visita pastorale nel mondo era circondato da una marea di gente che partecipava alle sue celebrazioni e ascoltava i suoi discorsi. Il viaggio a Nuova Delhi è stato uno dei più controversi perchè qui vi sono pochi cattolici. Il Pontefice nei suoi spostamenti ha usato ogni mezzo di locomozione possibile. La "papamobile " ha seguito Wojtyla in tutto il mondo, ma nonostante l'attentato del 1981, il Papa ha continuato a usare anche la macchina scoperta. Il Papa ha viaggiato molto nell'America Latina, la zona del mondo dove ci sono più cattolici.

sabato 24 ottobre 2009

La straordinaria figura di Giovanni Paolo II


Da secoli non veniva nominato Papa uno straniero: all'inizio fu questo che stupì, il suo venire da lontano. Dopo i primi giorni di pontificato, si incominciò a conoscere la storia di quest'uomo, il suo passato di sportivo, di attore, di filosofo, fu allora che si capì che Giovanni Paolo II avrebbe avuto un posto particolare nella storia. Era stato eletto Papa un "vero uomo", un uomo capace di ascoltare e di parlare, con una grande capacità di comunicare. Un vero uomo, anche nelle cerimonie più solenni. Nella Basilica di San Pietro, mentre tutto era calcolato dal cerimoniere, Giovanni Paolo II, anche se avrebbe potuto essere tentato dalla stanchezza o dalla routine, non interpretava mai un copione. Le sue labbra si muovevano nascostamente in preghiera. Ecco perchè è entrato nella storia. Solo la preghiera può permettere ad un uomo di essere Papa e di esserlo con slancio e passione, perchè la preghiera del cristiano è innanzitutto memoria di Colui a cui apparteniamo. "Pietro, mi ami tu più di costoro?" "Signore, tu lo sai che io ti amo".

martedì 20 ottobre 2009

Testimone con la vita


A Karol Wojtyla piaceva tanto un canto giovanile polacco: "Se vuoi seguirmi, prendi la tua croce di tutti i giorni e vieni con me a salvare il mondo in questo secolo".

Tutta la vita di Giovanni Paolo II si legge in questa frase.

Un grande uomo e un grande Papa che nutriva un profondo amore per Cristo e una missionaria dedizione per l'umanità. Un autentico testimone del Vangelo che attirava, credenti e non credenti, cattolici e non, con il suo particolare carisma.

Con la nostra preghiera, vogliamo affidare a Dio Padre la sua santità, perchè possa essere presto riconosciuta ufficialmente.

sabato 17 ottobre 2009

16 ottobre 1978: Elezione di Karol Wojtila


Il primo saluto e la prima Benedizione ai fedeli del Servo di Dio: Giovanni Paolo II.
Sia lodato Gesù Cristo.
Carissimi fratelli e sorelle,
siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano...lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l'ho fatto nello spirito dell'ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima.
Non so se posso bene spiegarmi nella vostra ......nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di Dio e con l'aiuto degli uomini.
Ringraziamo il provvidente e buono Dio per essere misteriosamente venuto in nostro aiuto donandoci questo grande Papa. Levando gli occhi al cielo, con il salmista esclamiamo: "Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore" (Sal 120, 1-2).

venerdì 2 ottobre 2009

L'ora delle Potenze Angeliche



Oggi la Chiesa celebra la memoria dei Santi Angeli Custodi ed invocate la loro protezione.
In questi tempi della grande tribolazione vi invito a vive­re in unione di vita con gli Angeli del Signore.
Oggi essi hanno un importante compito da svolgere verso di voi.
- Vi illuminano il cammino che dovete percorrere, per essere fedeli alla consacrazione che mi avete fatto.
È un cammino difficile e doloroso, segnato da tanti osta­coli e minacciato da molte insidie del mio Avversario.
Gli Angeli vi prendono per mano e vi conducono sulla via di Luce dell'amore e della santità.
- Vi danno coraggio e conforto nelle tante difficoltà che dovete sopportare e vi sostengono nella vostra umana debo­lezza.
Vi sono accanto come veri fratelli, che prendono a cuore la vostra persona e la vostra vita.
- Vi difendono contro i continui attacchi di satana, contro le sue numerose insidie, contro gli ostacoli che mette sul vostro cammino.
La grande battaglia che ora si sta combattendo è soprat­tutto a livello di Spiriti: gli spiriti cattivi, contro gli Spiriti angelici.
Voi siete coinvolti in questa lotta che si svolge fra Cielo e terra, fra gli Angeli e i demoni, fra San Michele Arcangelo e Lucifero.
Agli Angeli del Signore è affidato il compito di difende­re la vostra persona, la vita della Chiesa, il bene di tutta l'u­manità.
In questa grande Nazione, ove ti trovi a fare i Cenacoli, vedi come l'umanità, ingannata dai falsi spiriti, corre sulla via del male e di una grande immoralità e come la stessa Chiesa viene sempre più minata dagli errori e dai peccati e corre il pericolo di perdere la vera Fede, a motivo della sua divisione dal Papa e dell'opposizione al suo Magistero.
In questi tempi cattivi dovete pregare molto gli Angeli del Signore.
Questa è l'ora delle Potenze Angeliche.
Sono le Potenze Angeliche che guidano tutti i miei figli nella battaglia decisiva, per la definitiva sconfitta di satana e l'avvento del Regno glorioso di Cristo, nel trionfo del mio Cuore Immacolato nel mondo".

martedì 22 settembre 2009

Giovanni Paolo II e gli anziani


Nell'Angelus del 3 gennaio 1982 il Papa esprime tutto il suo rispetto verso gli anziani e invita tutti ad averlo insieme a lui. La Chiesa, diceva, desidera far sentire la sua voce a sostegno delle persone anziane, tanto benemerite, ma, talvolta, anche tanto disattese. E poi continua, l'anzianità è un coronamento delle tappe della vita. Essa porta il raccolto di ciò che si è appreso e vissuto, il raccolto di quanto si è operato e raggiunto, il raccolto di quanto si è sofferto e sopportato. Come al finale di una grande sinfonia ritornano i temi dominanti della vita per una potente sintesi sonora. E questa risonanza conclusiva conferisce saggezza....bontà, pazienza, comprensione: amore.

E poi ancora, gli anziani perciò sono quanto mai preziosi, e direi indispensabili, alla famiglia ed alla società. Di quale aiuto non sono essi ai giovani genitori e ai piccoli con la loro scienza ed esperienza! Il loro consiglio e la loro azione tornano anche a vantaggio di tanti gruppi, dove anch'essi sono inseriti, e di tante iniziative nell'ambito della vita ecclesiale e civile.

Siamone tutti riconoscenti!

lunedì 21 settembre 2009

"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!".


Giovanni Paolo II ha voluto che fosse solo una la chiave autentica per interpretare il suo "ministero di supremo pastore della Chiesa universale". Ed è racchiusa nell'invito che rivolse al mondo intero la mattina del 22 ottobre 1978, quando celebrò la prima Messa da Papa: "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!". Non è rimasto solo un invito rivolto agli altri: il coraggio è stata una marcata connotazione di questo pontefice, fino al coraggio di non lasciarsi fermare dalla sofferenza e dalle difficoltà fisiche. "La sofferenza appartiene al mistero dell'uomo" ed è via di redenzione, scriveva il papa vigoroso tanti anni fa, in una lettera inaspettatamente dedicata al tema della sofferenza. Molti anni più tardi ha dimostrato di saper vivere ciò che predicava e di saper essere testimone eloquente persino quando è rimasto immobile e muto. Il Papa ha sofferto e amato in comunione con Cristo e perciò il messaggio della sua sofferenza e del suo silenzio è stato cosi' eloquente e fecondo.

domenica 20 settembre 2009

Totus tuus




Sostegno e conforto ineludibile del ministero del Santo Padre Giovanni Paolo II è stata la Madonna. Non per nulla nello stemma del suo pontificato c'è scritto: "Totus tuus".


Tutto di Maria, di sua madre, cioè. "Tutto tuo", come si fa in una dichiarazione d'amore. Questa di Karol Wojtyla non è stata una devozione esagerata, ma semplicemente la forma del suo essere cristiano, anzi uomo: nella permanente coscienza di essere spiritualmente avvolto dal manto della Vergine. Nel suo testamento spirituale il Papa ha chiamata la Vergine Maria "la madre del mio Maestro".


Ciò ha consentito al cardinale Joseph Ratzinger di dire nell'Omelia del funerale: "Il Santo Padre ha trovato il riflesso più puro della misericordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l'ha accolta nell'intimo del suo essere...E dalla madre ha imparato a conformarsi a Cristo".

mercoledì 16 settembre 2009

Karol Wojtyla e i giovani


Un aspetto caratterizzante del pontificato di Karol Wojtyla è stata la prelidezione per i giovani.

Un legame essenziale nella sua vocazione cristiana fin dall'inizio del sacerdozio."Un'amicizia profetica". Il 22 ottobre 1978 disse ai giovani: "Voi siete l'avvenire del mondo, la speranza della Chiesa. Voi siete la mia speranza". Da allora il rapporto è proseguito tutto il pontificato.

Spontaneamente nacquero le Giornate Mondiali per la Gioventù, per cui il Papa potè affermare: "Nessuno ha inventato le Giornate mondiali dei giovani. Furono loro a crearle" (cfr. Varcare la soglia della speranza).

Parlando ai giovani Giovanni Paolo II ha sempre proposto una pedagogia cristiana globale fondata sul messaggio evangelico e sull'insegnamento di Gesù Cristo.

Mai il Papa fu arrendevole alle mode. Mai fu disposto a fare sconti dottrinali o morali o disciplinari per una sorta di captatio benevolentiae. Pur parlando il linguaggio dei giovani egli ha solo e sempre additato Cristo, unica salvezza per l'uomo di tutti i tempi. E dai giovani il Papa è stato amato. E' stato amato nei primi anni del pontificato quando egli era un Papa in forze, sportivo, pronto ad aggregare centinaia di migliaia di giovani con un carisma unico. E' stato amato ancora di più negli ultimi anni quando si mostrò al mondo ferito nel corpo, stanco e ammalato. E i suoi giovani gli sono stati accanto fino alla fine!

Le parole ricostruite dirette ai giovani quasi in un ultimo messaggio sono toccanti ed eloquenti: "Vi ho sempre cercato, ora siete venuti da me; vi ringrazio".