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mercoledì 3 febbraio 2010

Il pensiero teologico di Giovanni Paolo II nelle sue 14 encicliche


La lettera apostolica che il Papa indirizza ai fedeli e ai vescovi di tutto il mondo su argomenti riguardanti la dottrina cattolica o situazioni religiose, politiche e sociali si chiama enciclica e viene chiamata con le prime due o tre parole del testo.
Papa Wojtyla ne scrisse 14:

Redemptor Hominis (4 marzo 1979)
Il Papa affronta il tema della centralità di Cristo, partendo dal necessario compito della Chiesa di applicare interamente quanto stabilito dal concilio Vaticano II, in vista del terzo millennio.

Dives In Misericordia (30 novembre 1980)
Il compito della Chiesa è "attuare la misericordia". Il Papa condanna il consumismo e indica la necessità di aiutare i paesi sottosviluppati.

Laborem Exercens (14 settembre 1981)
Giovanni Paolo II affronta il tema del diritto al lavoro, considerandolo un fondamentale diritto umano criticando sia il marxismo sia il capitalismo.

Slavorum Apostoli (2 giugno 1985)
Papa Wojtyla ricostruisce la storia dell'opera evangelizzatrice condotta pacificamente nella nazioni slave dai santi Cirillo e Metodio, due fratelli di Salonicco. Una strada che anche la Chiesa moderna di Wojtyla ha portato avanti.

Dominum Et Vivificantem (18 maggio 1986)
Spiccatamente di argomento teologico, è dedicata allo Spirito Santo, considerato il realizzatore della continuità della fede, come dal dogma promulgato dai concili di Nicea e Costantinopoli.

Redemptoris Mater (25 marzo 1987)
E' uno studio della Madre di Cristo.
Il Papa che ne ha sempre avuto un particolare culto, qui ricorda la sua centralità di "mediatrice divina" tra Dio e l'uomo.

Sollicitudo Rei Socialis (30 dicembre 1987)
Giovanni Paolo II, seguendo le indicazioni del vangelo, sottolinea il dovere della Chiesa di intervenire con sollecitudine nelle questioni sociali per ottenere uno sviluppo autentico della persona. Il Papa si sofferma sui divari tra i vari Paesi del mondo e sul crescente predominio dell'avere sull'essere.

Redemptoris Missio (7 dicembre 1990)
L'enciclica ribadisce la necessità dell'attività missionaria in tutto il mondo, senza limitarsi ai popoli non cristiani perchè la fede in Cristo è una "proposta alla libertà dell'uomo".

Centesimus Annus (1° maggio 1991)
Scritta dopo il crollo del comunismo, esamina gli errori di quella ideologia. L'economia, dice il Papa, deve essere sempre al servizio dell'uomo e non viceversa.

Veritatis Splendor (6 agosto 1993)
Rivolta ai vescovi, è un richiamo severo della centralità della Chiesa romana contro la "Teologia della liberazione" che ha alimentato dubbi e obiezioni.

Evangelium Vitae (25 marzo 1995)
Appello all'umanità perchè venga rispettata la vita umana. E' la condanna senza mezzi termini nei confronti di omicidi, genocidio, aborto, eutanasia, suicidio e anche contro le varie forme di manipolazione genetica.

Ut Unum Sint (25 maggio 1995)Giovanni Paolo II richiama all'unità dei cristiani superando i pregiudizi reciproci. La preghiera deve tornare a essere un momento centrale per tutti i fedeli.

Fides Et Ratio (14 settembre 1998)
Secondo Papa Wojtyla l'uomo ha bisogno sia della fede che della ragione senza più motivo di contrasto.

Ecclesia De Eucharistia (17 aprile 2003)
Dedicata all' Eucaristia come edificatrice della chiesa, è stata scritta a distanza di cinque anni dalla precedente. La Vergine Maria viene definita "donna eucaristica".


giovedì 14 gennaio 2010

Indulgenze Speciali Durante L' Anno Sacerdotale



In occasione dell'Anno Sacerdotale indetto dal Papa nella ricorrenza del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, luminoso modello di pastore, è possibile ottenere le indulgenze per i sacerdoti e i fedeli nel seguente modo:

Indulgenza plenaria per i sacerdoti vivi o defunti:

Potranno ottenere l'indulgenza plenaria i sacerdoti veramente pentiti, che in qualsiasi giorno devotamente reciteranno almeno le Lodi mattutine o i Vespri davanti al Santissimo Sacramento, esposto alla pubblica adorazione o riposto nel tabernacolo, e sull'esempio di san Giovanni Maria Vianney, si offriranno con animo pronto e generoso alla celebrazione dei sacramenti, soprattutto della Confessione. Gli stessi potranno beneficiare dell'indulgenza plenaria, applicabile ai sacerdoti defunti come suffragio, in conformità alle disposizioni vigenti, si confesseranno e comunicheranno e pregheranno per le intenzioni del Papa.

Indulgenza parziale per i sacerdoti vivi o defunti:
Riceveranno l' indulgenza parziale, anch'essa applicabile ai defunti, ogni qual volta reciteranno devotamente preghiere debitamente approvate per condurre una vita santa e per adempiere santamente agli uffici a loro affidati.


Indulgenza plenaria per i fedeli:
Potranno beneficiare dell'indulgenza plenaria anche i fedeli che,veramente pentiti, assisteranno alla Messa e offriranno per i sacerdoti della Chiesa preghiere a Cristo e qualsiasi opera buona. Saranno necessari il sacramento della Confessione e la preghiera per le intenzioni del Papa nel giorno in cui si chiude l'Anno Sacerdotale, nel primo giovedì del mese o in qualche altro giorno stabilito dagli Ordinari dei luoghi per l'utilità dei fedeli. Gli anziani, i malati e tutti coloro che per motivi legittimi non possano uscire di casa potranno ottenere l'indulgenza plenaria se, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato e con l'intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre "solite condizioni", nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti, e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita.

Indulgenza parziale per i fedeli:
Il decreto indica che si concederà l'indulgenza parziale a tutti i fedeli che reciteranno 5 Padre Nostro, Ave Maria e Gloria o altra preghiera appositamente approvata in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita.

giovedì 19 novembre 2009

Prima coppia di sposi beatificata


La ricchezza di fede e d'amore dei coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi è una vivente dimostrazione di quanto il Concilio Vaticano II ha affermato circa la chiamata di tutti i fedeli alla santità, per essi la fedeltà al Vangelo e l'eroicità delle virtù sono state riscontrate a partire dal loro vissuto come coniugi e come genitori. Nella loro vita, come in quella di tante altre coppie di sposi che ogni giorno svolgono con impegno i loro compiti di genitori, si può contemplare lo svelarsi sacramentale dell'amore di Cristo per la Chiesa. Care famiglie, oggi abbiamo una singolare conferma che il cammino di santità compiuto insieme, come coppia, è possibile, è bello, è straordinariamente fecondo ed fondamentale per il bene della famiglia, della Chiesa e della società. "Come ogni cammino di santificazione, anche il vostro, cari sposi, non è facile. Ogni giorno voi affrontate difficoltà e prove per essere fedeli alla vostra vocazione, per coltivare l'armonia coniugale e familiare, per assolvere alla missione di genitori e per partecipare alla vita sociale. Sappiate cercare nella parola di Dio la risposta ai tanti interrogativi che la vita di ogni giorno vi pone. San Paolo ci ricorda che "tutta la scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia" (2 Tm 3,16). Sorretti dalla forza di questa parola, potrete insieme insistere con i figli "in ogni occasione opportuna e non opportuna", ammonendoli ed esortandoli "con ogni magnanimità e dottrina" (2 Tm 4,2)"
(Omelia, 21 .10.2001).Giovanni Paolo II

venerdì 2 ottobre 2009

L'ora delle Potenze Angeliche



Oggi la Chiesa celebra la memoria dei Santi Angeli Custodi ed invocate la loro protezione.
In questi tempi della grande tribolazione vi invito a vive­re in unione di vita con gli Angeli del Signore.
Oggi essi hanno un importante compito da svolgere verso di voi.
- Vi illuminano il cammino che dovete percorrere, per essere fedeli alla consacrazione che mi avete fatto.
È un cammino difficile e doloroso, segnato da tanti osta­coli e minacciato da molte insidie del mio Avversario.
Gli Angeli vi prendono per mano e vi conducono sulla via di Luce dell'amore e della santità.
- Vi danno coraggio e conforto nelle tante difficoltà che dovete sopportare e vi sostengono nella vostra umana debo­lezza.
Vi sono accanto come veri fratelli, che prendono a cuore la vostra persona e la vostra vita.
- Vi difendono contro i continui attacchi di satana, contro le sue numerose insidie, contro gli ostacoli che mette sul vostro cammino.
La grande battaglia che ora si sta combattendo è soprat­tutto a livello di Spiriti: gli spiriti cattivi, contro gli Spiriti angelici.
Voi siete coinvolti in questa lotta che si svolge fra Cielo e terra, fra gli Angeli e i demoni, fra San Michele Arcangelo e Lucifero.
Agli Angeli del Signore è affidato il compito di difende­re la vostra persona, la vita della Chiesa, il bene di tutta l'u­manità.
In questa grande Nazione, ove ti trovi a fare i Cenacoli, vedi come l'umanità, ingannata dai falsi spiriti, corre sulla via del male e di una grande immoralità e come la stessa Chiesa viene sempre più minata dagli errori e dai peccati e corre il pericolo di perdere la vera Fede, a motivo della sua divisione dal Papa e dell'opposizione al suo Magistero.
In questi tempi cattivi dovete pregare molto gli Angeli del Signore.
Questa è l'ora delle Potenze Angeliche.
Sono le Potenze Angeliche che guidano tutti i miei figli nella battaglia decisiva, per la definitiva sconfitta di satana e l'avvento del Regno glorioso di Cristo, nel trionfo del mio Cuore Immacolato nel mondo".

martedì 29 settembre 2009

Il sacerdozio comune dei fedeli


Tutti i cristiani sono sacerdoti in senso vero e proprio e questo sacerdozio comune è fondato sul sacramento del battesimo.

La dignità del sacerdozio comune comporta responsabilità, a cui i cristiani devono far fronte nella complessità delle situazioni nelle quali vivono insieme agli altri uomini e le altre donne. Essi tuttavia non sono abbandonati a se stessi.Il Signore ha istituito il sacramento dell'ordine, che assicura la continuità delle funzioni che egli ha attribuito agli apostoli quali pastori della Chiesa da lui fondata. In ciò consiste il sacerdozio ministeriale, in forza del quale alcuni membri del Popolo di Dio, scelti e chiamati da Dio stesso, vengono insigniti individualmente di una sacra potestà, compiono "il sacrificio eucaristico in persona di Cristo e lo offrono a Dio a nome di tutto il popolo" (Lumen Gentium, 10).

Il magistero conciliare è molto preciso: "Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l'uno all'altro, poichè l'uno e l'altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano all'unico sacerdozio di Cristo" (Lumen Gentium, 10).