mercoledì 21 ottobre 2009

L'ecumenismo di Giovanni Paolo II


L'ecumenismo di Giovanni Paolo II non ha mai conosciuto soste, passando da una moschea ad una sinagoga, pronunciando anche diversi "Mea Culpa" della Chiesa Cattolica.

Il 12 marzo 2000 in una solenne cerimonia ha intonato i "mea culpa" della Chiesa: per le guerre di religione, gli scismi, le persecuzioni contro gli ebrei, il sostegno al colonialismo,la discriminazione etnica, il silenzio davanti alle ingiustizie sociali, così concludendo: "Mai più contraddizioni alla carità nel servizio della verità, mai più gesti contro la comunione della Chiesa, mai più offese verso qualsiasi popolo, mai più ricorsi alla logica della violenza, mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi". Il Papa ha incontrato in prima persona gli esponenti delle altre confessioni, per portare nel tempo l'unione delle chiese cristiane e alla luce di questo ha gridato: "Perdoniamo e chiediamo perdono". Non si è mai fermato, proseguendo con un costante lavoro, nella strada dell'ecumenismo più ampio: nel gennaio del 2002, nella grande giornata per la pace ad Assisi, accanto a Wojtyla vi erano gli esponenti dell'islamismo, del confucianesimo, dell'induismo, e di altre religioni.

Il dialogo con il mondo ebraico


Lo sviluppo che Giovanni Paolo II ha dato al dialogo con il mondo ebraico si spiega con l'esperienza da lui fatta negli anni giovanili, con tanti compagni ebrei, i quali lo hanno aiutato a conoscere a fondo quella religione, nella quotidianità, nei giochi, negli studi; e poi perchè egli ha vissuto in qualche modo , essendo Cracovia vicino ad Auschwitz, lo sterminio di quel popolo, ed ha portato, per sempre, questo tremendo ricordo nel suo cuore.

martedì 20 ottobre 2009

Testimone con la vita


A Karol Wojtyla piaceva tanto un canto giovanile polacco: "Se vuoi seguirmi, prendi la tua croce di tutti i giorni e vieni con me a salvare il mondo in questo secolo".

Tutta la vita di Giovanni Paolo II si legge in questa frase.

Un grande uomo e un grande Papa che nutriva un profondo amore per Cristo e una missionaria dedizione per l'umanità. Un autentico testimone del Vangelo che attirava, credenti e non credenti, cattolici e non, con il suo particolare carisma.

Con la nostra preghiera, vogliamo affidare a Dio Padre la sua santità, perchè possa essere presto riconosciuta ufficialmente.

Le diseguaglianze nel mondo


Come esistono diseguaglianze sociali fino a livelli di miseria nei Paesi ricchi, così, parallelamente, nei Paesi meno sviluppati si vedono non di rado manifestazioni di egoismo e ostentazioni di ricchezza, tanto sconcertanti quanto scandalose. All'abbondanza di beni e di servizi disponibili in alcune parti del mondo, soprattutto nel Nord sviluppato, corrisponde nel Sud un inammissibile ritardo, ed è proprio in questa fascia geo- politica che vive la maggior parte del genere umano.

A guardare la gamma dei vari settori-produzione e distribuzione dei viveri, igiene, salute e abitazione, disponibilità di acqua potabile, condizioni di lavoro, specie femminile, durata della vita e altri indici economici e sociali-, il quadro generale risulta deludente, a considerarlo sia in se stesso sia in relazione ai dati corrispondenti dei Paesi più sviluppati. La parola "fossato" ritorna spontanea sulle labbra.
Da Sollicitudo Rei Socialis (1987)

lunedì 19 ottobre 2009

Veglia su di noi


Maria,

dona al mondo Cristo,

nostra pace.

Non riaprano gli uomini

nuovi fossati

di odio e di vendetta;

non ceda il mondo

alle lusinghe

di un falso benessere

che mortifica la dignità

della persona

e compromette per sempre

le risorse del creato.


Mostrati Madre della speranza!

Veglia sulla strada

che ancora ci attende.


Veglia sugli uomini

e sulle nuove situazioni dei popoli

ancora minacciati

da rischi di guerra.


Veglia sui responsabili delle nazioni

e su quanti reggono le sorti

dell'umanità.
Giovanni Paolo II

Le paure dell'uomo d'oggi


L'uomo d'oggi sembra essere sempre minacciato da ciò che produce, dal risultato del lavoro delle sue mani e, ancor più, del lavoro del suo intelletto, delle tendenze della sua volontà. I frutti di questa multiforme attività dell'uomo, troppo presto e in modo spesso imprevedibile, sono non soltanto e non tanto oggetto di "alienazione", nel senso che vengono semplicemente tolti a colui che li ha prodotti; quanto, almeno parzialmente, in una cerchia conseguente e indiretta dei loro effetti, questi frutti si rivolgono contro l'uomo stesso. Essi sono, infatti, diretti, o possono esser diretti contro di lui. In questo sembra consistere l'atto principale del dramma dell'esistenza umana contemporanea, nella sua più larga e universale dimensione. L'uomo, pertanto, vive sempre più nella paura.


Da Redemptor Hominis (1979)

sabato 17 ottobre 2009

16 ottobre 1978: Elezione di Karol Wojtila


Il primo saluto e la prima Benedizione ai fedeli del Servo di Dio: Giovanni Paolo II.
Sia lodato Gesù Cristo.
Carissimi fratelli e sorelle,
siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano...lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l'ho fatto nello spirito dell'ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima.
Non so se posso bene spiegarmi nella vostra ......nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di Dio e con l'aiuto degli uomini.
Ringraziamo il provvidente e buono Dio per essere misteriosamente venuto in nostro aiuto donandoci questo grande Papa. Levando gli occhi al cielo, con il salmista esclamiamo: "Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore" (Sal 120, 1-2).